Indizi sul corpo e l’anima.

Indizi sul corpo e l’anima, in attesa di estensioni, dopo lo studio nella giornata di Bellinzona al Cact da parte di un partecipante, deformazione soggettiva di un discorso comune?

indizio 53: Il corpo fabbrica l’autoimmunità dell’anima, nel senso tecnico di questo termine medico: difende l’anima da se stessa, le impedisce di appartenere interamente alla sua intima spiritualità. Provoca nell’anima un rigetto dell’anima stessa.

per poter entrare in contatto con una frase simile si ha la possibilità di retrocedere al livello di confine tra sè e l’esterno: un impulso dello spirito connette le immagini di sè a uno stadio della coscienza a cui non sempre possiamo far vincere il bene, e solo un’immediata analisi con ciò che è la realtà che ci circoscrive permette alla nostra anima di invertire la rotta intrapresa dalla mente per potere riallacciarsi alla neuropsicologia del bene che alimenta il corpo del mondo mistico a cui appartiene comunemente la nozione di anima (suggerito da Dionigi Aeropagita).

La giornata di studio sugli indizi è stata estremamente piacevole, avevo approfondito in precedenza gli interessi di Amae e di De Pinto, a scatola chiusa circa la performance non sembrava facile la scelta di presenza, sapevo del pranzo offerto, ma già credevo di tornare a casa con qualche strano tatuaggio,  ma gli argomenti trattati non potevano far esitare, quasi a far leva sul valore fenomenologico dell’intento.

Si è aperto un mondo di comunità in cui i 10 partecipanti potevano ben sembrare dieci lati dei due conduttori della giornata, braccia del corpo del museo entro cui si delineavano le azioni riflessive.

I quadri di Martin Disler erano in estrema risonanza con gli indizi, e questo pare un inno alla pittura, alla sua funzione di traccia dell’invisibile esistenziale umano.

Negli incroci con cui i corpi e gli oggetti determinano nodi con cui appare la sostanza che condensa il dubbio del contemporaneo vivere, si avverte la necessità di approfondire ciò che si riflette nell’eco prodotta dalla sponda su cui si immette il raggio di informazione. Stadi differenti della sostanza , stati simili della materia, spazi introspettivi della molteplicità, comun denominatore: l’ambiente e l’intelletto, l’organicità e la presenza, sponde di elettroni, trasferimento di informazioni da coscienza a virtualità di uno spazio digitale.

Così il loro invito a intromettere il mio corpo nei loro ambienti, trasformando il mio corpo in questa frase.

Trasformando la mia calligrafia in una calligrafia omogenea, permettendo di essere parola-corpo, in un corpo annunciato dagli indizi.

E forse è questo il corpo di cui parla e con cui parla Jean Luc Nancy?

indizio 31. Corpo Cosmico: a poco a poco, il mio corpo entra in contatto con tutto. I miei glutei con la sedia, le mie dita con la tastiera, sedia e tastiera col tavolo, il tavolo col pavimento, il pavimento con le fondamenta  le fondamenta col magma centrale della terra e gli spostamenti delle placche tettoniche. Se parto dall’altra direzione, attraverso l’atmosfera arrivo alle galassie e infine ai limiti sconfinati dell’universo. Corpo mistico, sostanza universale e marionetta stiracchiata da mille fili.

Memoria in files.

Dalla tastiera al monitor per riconfondersi tra ciò che viene scritto e ciò che viene letto.

e sono gli oggetti a delimitare la nostra libertà d’azione, a nutrire le immagini della nostra fantasia che permetterà di alimentare la volontà per poter scavalcare ulteriori oggetti, questo lo si vede dai quadri di Disler in cui esseri umani, proiezioni di sé stessi avvolti dalla proiezione di oggetti inanimati che veicolano le atmosfere entro cui scorre lo spirito che il pittore vuole denunciare, esorcizzare (Ein Toter, drei Verletzte).

Oggetti prodotti dall’uomo, prodotti dal suo pensiero, pregni del suo pensiero agiscono in interazione con altri esseri umani, rilasciano il potere che conservavano fino all’ultimo atto che determina l’affinità tra recettore e funzione.

Lo spirito esce dal quadro, il quadro non lo intrappola, e diventa osservato- si osserva, nel si che determina la riflessione su un oggetto, ma se si parla di universo e di spirito, possiamo solo dire che si osserva in ogni sua deformazione.

deformazione a cui sembra che il corpo ora può porre dei limiti, attraverso le leggi fisiche che lo stesso corpo cerca di superare per riuscire a non essere la prigione dell’anima a cui si fa riferimento negli altri indizi, ma trampolino per la stessa idea di eternità.

Una legge di stabilità tra equilibri dell’anima, del corpo e dello spirito potrebbe dunque permettere un continuo rigenerare l’esterno attraverso l’interno e l’interno attraverso il confine, archetipo dell’espressione di Disler, bare che reggono umani, che reggono bare, su cui poggia il legno che osserva, come defunto albero l’uguaglianza della legge tra contenitore e contenuto (Die Letzten Kisten).

Qui lo scrivo, qui lo nego, negazione cromatica di un colore alfabetico attraverso cui si immette e intromette la soggettività che si sovrappone alla luminosità dello sfondo.

Anima.

Il corpo è dunque il circuito entro cui viaggiano le informazioni, lo spirito è il materiale del circuito identico a ciò che è il materiale esterno, l’anima è ciò che riconosciamo, responsabilità dell’intenzione e dell’epifania, connettersi pacificamente per creare un significato migliore.

Felicità e pace,

dal fiume Ticino.

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